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    Sotto la lente: REGIONI E BUONI SCUOLA.
    AGGIORNAMENTO DEL 9 DICEMBRE 2002!!!
    Abbiamo scritto questo dossier nell'ottobre scorso, perchè ci sembrava scandaloso l'operato di alcune regioni. Ieri il "buono scuola" è stato adottato anche dal governo nazionale. Il governo che non è riuscito a trovare una lira per l'edilizia scolastica neanche dopo la tragedia di S.Giuliano, che da mesi toglie migliaia di miliardi a tutte le voci di spesa che finiscono per PUBBLICO, ha modificato la Finanziaria inserendo uno stanziamento di 90 mln. di euro a favore di chi sceglierà la scuola privata.
    Un provvedimento una tantum, inutile nella sostanza (se nè è lamentato persino il presidente dell'associazione scuole cattoliche), eticamente scandaloso, probabilmente incostituzionale.
    Un prezzo pagato alle false promesse elettorali, quando ancora si parlava di investire migliaia di miliardi nella scuola pubblica. I finanziamenti alle scuole private, vengono giustificati come "aiuto" alla libertà di scelta. Curioso che il governo si preoccupi della libertà di scelta di chi sceglie la scuola privata e non garantisca prima i diritti di chi invece ha scelto la scuola pubblica, con tutte le sue opzioni oggi negate, dalla scuola dell'infanzia (niente nuove sezioni), al tempo pieno alle elementari (niente nuove classi), ai laboratori qualificati (niente risorse).
    AGGIORNAMENTO DEL 9 DICEMBRE 2002!!!
    9 in Veneto, 60 in Sicilia, 15 in Emilia Romagna, 34 in Lombardia. Sono i milioni di € stanziati, spesi, o in procinto di essere deliberati dalle regioni per i propri studenti.
    Ma allora i soldi per la scuola ci sono!!!
    Beh, non proprio.
    Stiamo parlando dei cosiddetti buoni scuola o, nella formulazione estesa, di "finanziamenti per il diritto allo studio" ovvero di quei finanziamenti che le regioni erogano direttamente alle famiglie o, sotto varie forme, alle scuole e che spesso finiscono per premiare le scuole private.
    Per essere esatti occorre precisare che la filosofia di queste leggi è spesso molto diversa da regione a regione. Ci sono regioni, tipicamente quelle di centro-destra, che perseguono l'obiettivo della "libertà di scelta" tra pubblico e privato, azzerando la variabile costi; altre, tipicamente quelle di centro sinistra che puntano a favorire il diritto allo studio ma all'interno dei paletti fissati dalla legge sulla parità scolastica.
    Tutti, ovviamente, giurano di rispettare il dettato costituzionale; tutti, in modo molto diverso, finiscono per finanziare anche le scuole private.
    Fissato l'obiettivo, sono i regolamenti attuativi delle leggi regionali a canalizzare i finanziamenti in una direzione o nell'altra, giocando sui 3 parametri chiave: tipologia delle spese rimborsabili, tetto minimo rimborsabile, soglia massima di reddito.
    Così se in Liguria, Veneto e Lombardia si tiene conto solo delle rette scolastiche superiori a £ 300/400.000 (in pratica quelle della scuola privata, visto che le tasse scolastiche per l'istruzione pubblica sono inferiori alle 200 mila lire annue) e si erogano contributi anche a famiglie con reddito di £ 90 milioni nette l'anno (In Lombardia, per accedere ai finanziamenti 2001, il reddito massimo per una famiglia di 4 persone era di 240 milioni !!!), in Emilia non si parla di buoni scuola ma di borse di studio ed è il basso reddito famigliare a guidare le erogazioni (due fasce per un massimo di £ 30 milioni o £ 60 milioni).
    Cambiando i criteri cambiano ovviamente anche i beneficiari, e i risultati si vedono:

    VENETO: £ 17,5 mld agli studenti della scuola privata -25.000- e solo £ 180 milioni agli studenti della scuola pubblica -500.000-. Il 45% dei finanziamenti sono andati a famiglie con redditi annui da £ 40 mil. a £ 100 mil.,

    LOMBARDIA: £ 58,3 mld a 46.355 studenti di scuole private e solo £ 150 milioni a 600 studenti della scuola pubblica. L' 1% della popolazione scolastica complessiva (11.000 ragazzi di scuole private e paritarie con reddito familiare superiore ai 90 milioni di lire/anno), ha ricevuto un contributo pubblico (£ 15 mld) superiore a quanto stanziato sotto la voce "diritto allo studio" dalla Regione per tutti i suoi 980mila studenti

    EMILIA ROMAGNA: in questo caso le percentuali si invertono, £ 805 mil. a 927 studenti di scuole private e £ 26 mld. a 28.894 a studenti della scuola pubblica.

    PIEMONTE: qui è una delibera del 5 agosto a far discutere. Alle scuole private piemontesi (7% degli studenti) sarà destinato il 50% dei 9 mld. di lire destinati all'arricchimento dell'offerta formativa. E solo alle scuole non statali andranno i fondi mirati all'integrazione dei disabili. Un paradosso, visto che nelle scuole private si trovano solo 28 alunni disabili contro i quasi 10.000 che frequentano la scuola pubblica.

    Una parte dell'opinione pubblica, al grido di NO ai finanziamenti alle scuole private, si oppone a questi provvedimenti scontrandosi con chi , in nome della libertà di scelta tra pubblico e privato, invece li sostiene. E' così nascono i ricorsi alla corte costituzionale, i referendum. Si dividono i sindacati, le coalizioni politiche, con i laici tendenzialmente per il NO ai finanziamenti indiscriminati e i cattolici (le scuole private sono in gran parte di ispirazione cattolica), schierati per il Si' (in Veneto, dopo questi provvedimenti sono aumentate del 5 % le iscrizioni alle scuole private "scontate" !!).
    A rischio è anche la laicità dello Stato, già seriamente minata da provvedimenti come quello attualmente all'esame del parlamento, che prevede l'assunzione in ruolo di 20.000 insegnanti di religione; insegnanti cioè che verrebbero scelti dall'autorità ecclesiastica e pagati regolarmente dallo Stato (ma gli insegnanti non erano troppi ?)
    Si finisce così con il perdere di vista il primo obiettivo di queste leggi che dovrebbe essere appunto il diritto allo studio, ovvero la possibilità offerta a tutti i cittadini, indipendentemente dalle proprie condizioni sociali, di poter accedere ad una scuola di qualità.
    D'altra parte la costituzione italiana, almeno su questo punto, fino a qualche anno fa, era molto chiara e infatti nessuno si è mai azzardato a finanziare le private. Poi il principio fondante è rimasto ma si sono inserite le leggi sulla parità e la riforma dell'articolo V della costituzione. Provvedimenti controversi, in parte lacunosi, che lasciano il campo a diverse interpretazioni.

    Non siamo costituzionalisti, ma su questo punto la nostra opinione è molto chiara ed è quella fissata dalla costituzione negli Art. 33 e 34.
    SI' ai finanziamenti per il diritto allo studio.
    NO ai finanziamenti per la scuola privata.
    Non abbiamo assolutamente nulla contro le scuole private; ben venga la concorrenza tra pubblico e privato; ben venga un'offerta differenziata anche culturalmente e la libertà di scelta per le famiglie. Alle scuole private auguriamo ogni bene possibile ma NON A SPESE DELLO STATO, nè tanto meno delle Regioni, rosse o nere che siano.
    Non vogliamo un sistema scolastico pubblico del "minimo indispensabile", che assomiglia tanto ad un'utilitaria che sta in piedi per miracolo. Tutti i cittadini devono poter contare su un auto di serie sì ma spaziosa, efficiente, sicura. Se poi qualcuno vuole la Ferrari verniciata a mano e con targa personalizzata, bè .... se la paga da sè. Ci sembra moralmente inaccettabile che Stato e Regioni pensino di finanziare le strutture private, quando in molti comuni mancano i servizi scolastici pubblici (trasporto, mensa, strutture), l'edilizia scolastica versa in condizioni pietose, migliaia di famiglie non possono accedere ai nidi, alle scuole materne, ai tempi pieni e prolungati. Non è un problema di legalità ma di opportunità politica. Per usare un termine molto di moda...questo è il target su cui lo Stato ha il dovere di intervenire.


    In questa sezione abbiamo cercato di organizzare un percorso di approfondimento che, partendo dal quadro normativo nazionale, esamina i provvedimenti di alcune regioni attraverso le reazioni che hanno suscitato. Come sempre l'obiettivo non è quello di essere esaustivi ma di fornire un quadro chiaro a chi legge, basato su dati oggettivi, in modo che ognuno possa farsi un'idea sull'argomento.
    Speriamo di esserci riusciti. In ogni caso Vi saremo grati se lascerete le Vostre impressioni sul GUESTBOOK.

    A.G.


    Cosa dice la Costituzione
    Costituzione e Scuola.doc
    Cosa dice la legge sulla parità scolastica
    Parità-Legge 10 marzo 2000.doc
    Parità-Alcuni numeri.doc
    Regioni a confronto
    CGIL-Buoni scuola: schema riassuntivo.
    RADIO 24 - L'avanzata dei buoni scuola.doc
    Succede in Emilia-Romagna...
    ER 021002 Bozza pdl in materia di istruzione.doc
    ER 021002 Bozza pdl in materia di istruzione-lettera.doc
    ER Finanziamenti scuole infanzia 1.doc
    ER Finanziamenti scuole infanzia 2.doc
    ER Indirizzi diritto allo studio.doc
    ER Legge diritto allo studio.doc
    ER Legge diritto allo studio-I dati.doc
    Succede in Lombardia...
    LOMABARDIA-I risultati di una ricerca di Rifondazione.doc
    LOMBARDIA-Un anno di Buoni scuola.doc
    LOMBARDIA Legge buoni scuola.pdf
    Succede in Veneto...
    VENETO Legge buoni scuola.doc
    VENETO Referendum 1.doc
    VENETO Referendum 2.doc
    VENETO Referendum 3.doc
    VENETO- referendum buoni scuola1.jpg
    VENETO- referendum buoni scuola2.jpg
    Succede in Liguria...
    LIGURIA- 63000 firme per abolire la legge.doc
    LIGURIA Legge buoni scuola.doc
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