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    10 APRILE 2003: Tagli agli organici in E-R: va meglio dell'anno scorso/va peggio dell'anno scorso. Opinioni contrastanti, un'unica certezza: nella provincia di Bologna son dolori.



    Sulla carta, ovvero dalle tabelle ministeriali, gli organici in Emilia Romagna crescono di 148 unità. Le cifre fanno riferimento agli organici di diritto a marzo 2003, rispetto agli organici di diritto di marzo 2002 ed è un saldo frutto di un aumento alla scuola dell'infanzia (+73), alla scuola elementare (+182), alla scuola media (+134) e di una diminuzione alla scuola superiore (-241). Sugli insegnanti di sostegno le tabelle ministeriali segnano un saldo 0.

    Se invece andiamo a confrontare gli organici di diritto assegnati a marzo 2003 (cioè le cifre di cui sopra) con gli organici attualmente presenti nelle scuole le cifre cambiano considerevolmente.
    Sulla materna il saldo è 0, quindi gli organici per l'anno prossimo sono gli stessi in essere in questo momento.
    Sulla scuola elementare abbiamo +98 insegnanti
    Sulla scuola media abbiamo +107 insegnanti
    Sulla scuola superiore abbiamo -332 insegnanti
    Il saldo è di -127 insegnanti
    Lo stesso ragionamento, applicato per gli insegnanti di sostegno, porta a -1.449 insegnanti (circa la metà dell'attuale dotazione).

    Le cifre cambiano ulteriormente se si considera che la regione Emilia Romagna è l'unica regione d'Italia che segna un aumento degli studenti . Per quest'anno la crescita stimata è di 8/9000 bambini. Quindi a settembre 2003 avremo un aumento degli studenti e un calo degli organici. Quanti insegnanti servirebbero per garantire a tutti, compresi gli studenti in più, lo stesso livello di servizio di quest'anno (nulla di più e nulla di meno)? Da una stima sindacale, fatta sulla base degli indici applicati dal ministero l'anno scorso, risultano i seguenti dati:

    Sulla materna il saldo è 0 (non perchè diminuiscano le richieste, decisamente in aumento, ma perchè si assume che lo stato non è disposto ad aumentare le attuali sezioni).
    Sulla scuola elementare servirebbero +273 insegnanti
    Sulla scuola media servirebbero +67 insegnanti
    Sulla scuola superiore servirebbero +476 insegnanti
    Sul sostegno servirebbero +1.525 insegnanti
    Il saldo è di 816 insegnanti in più, necessari, rispetto all'attuale assegnazione del ministero.

    Se si considera anche il sostegno il taglio rispetto alle effettive esigenze (ripetiamo, nulla di più e nulla di meno dell'anno scorso) è di -2341 insegnanti

    Con questi organici, nella scuola elementare regionale sono state istituite 93 nuove classi di tempo pieno; diminuiscono però gli insegnanti specialisti di lingua inglese , i progetti e aumentano i bambini per classe.
    Aumentano anche le sezioni di scuola dell'infanzia (+40) anche se in numero decisamente inferiore alle richieste.
    Per entrambe le voci, tute le province segnano un saldo positivo, tranne Bologna il cui CSA, probabilmente, ha ritenuto sovrastimate e non motivate le richieste pervenute dalle scuole. Nelle scuole elementari della provincia di Bologna si segnalano 600 iscritti in più, 17 insegnanti in meno (-39 se si considerano gli insegnanti attualmente in servizio) e 30 tempi pieni negati (DD8/5/3/1 e IC 1/13/12 Bologna , S. Pietro in casale, Sala Bolognese, Granarolo, Minerbio, Medicina, Calderara, Imola, Vergato, Marzabotto, S.Matteo della Decima)
    I posti di lingua straniera sono diminuiti di 17 unità
    Nella scuola dell'infanzia sono state negate tutte le 19 nuove sezioni di scuola dell'infanzia richieste (solo a Bologna città 390 bambini in lista d'attesa). Saltano quindi le richieste di Casalecchio di Reno, Monteveglio, Imola, IC5 Bologna, Pianoro, Crevalcore, Grizzana, Malalbergo, Ozzano Emilia, Sala Bolognese, Castel Maggiore, S.Lazzaro di Savena, Molinella, Porretta Terme, Monzuno, Sasso Marconi, Zola Predosa, S. Agata Bolognese (754 bambini in lista d'attesa)
    Circa 50 classi registrano dai 25 ai 31 bambini iscritti, handicap compresi.
    Chi ha barato? Queste sono le cifre.... a voi il giudizio.

    Andrea Graffi


    Lettera al quotidiano "La Repubblica" pubblicata il 10 aprile 2003

    Nei giorni scorsi la Provincia di Bologna ha convocato il Forum Permanente sulla Scuola per una prima valutazione sui tagli agli organici 2003. Erano presenti alcuni parlamentari, il mondo della scuola, i genitori, gli enti locali, il CSA di Bologna e la Direzione Scolastica Regionale.

    Lo scorso maggio ero tra le centinaia di genitori e insegnanti scesi in piazza a Bologna per difendere il diritto ad una scuola pubblica di qualità; manifestazione che ha poi portato ad un parziale recupero (180 docenti) degli organici tagliati dalla finanziaria 2002. Ho quindi accolto con estrema soddisfazione la notizia che la nostra regione, quest'anno, era l'unica dove si prevede un leggero incremento dell'organico di diritto. Dai dati regionali siamo poi passati ai dati della Provincia di Bologna, e da gioire non c'è rimasto più nulla.

    Tra il generale stupore abbiamo appreso che mentre nelle altre province emiliane l'organico delle elementari cresce, Bologna (con 600 bambini iscritti in più rispetto al 2002) vede diminuire gli insegnanti di 17 unità. In tutta la regione il tempo pieno aumenta di 93 classi, la provincia di Bologna (tra le più alte in Italia per richiesta di tempo pieno) vede negati 25 tempi pieni. Circa 50 classi al momento registrano dai 25 ai 30 bambini iscritti, handicap compresi.

    Nei tagli non risultano i progetti di qualità di elementari e medie, ma solo perchè, per stessa ammissione del CSA, sono stati quasi completamente azzerati l'anno scorso. A Bologna e provincia sono state negate tutte le 19 nuove sezioni di scuola dell'infanzia richieste (solo a Bologna città 390 bambini in lista d'attesa). Se va bene queste richieste verranno parzialmente accolte in organico di fatto, quindi con insegnanti precari, con tanti saluti alla continuità didattica. É come se qualcuno, più realista del re, avesse giudicato troppo quanto ottenuto l'anno scorso per la Provincia di Bologna.

    Un errore di stima? Colpa del cervellone elettronico? Una scelta mirata? Da genitore mi interessa la risposta ad un'altra domanda: sino a quando saranno i bambini a pagare per le scelte sbagliate degli adulti?


    Il documento dei genitori di Bazzano e Monteveglio

    La "Riforma Moratti", recentemente approvata dal Parlamento e presentata come "la più grande" dopo quella remota di Gentile, rimane per ora sospesa sul cielo della politica come una nebulosa. Essa è una "legge delega" e verrà applicata un po' alla volta quando e se ci sarà la copertura finanziaria.
    E' la promessa di una disgrazia a puntate...
    Infatti, come altre leggi, essa sarà figlia o figliastra della "Finanziaria", ovvero la madre di tutte le leggi. Intanto è proprio la "Finanziaria" cioè la resa dei conti annuale che il governo impone, a produrre i maggiori danni alla scuola pubblica. Anno dopo anno.
    Ebbene, ognuno mantenga pure le sue opinioni in merito alla politica. Tuttavia valuti i numeri che seguono e si dia una mossa, se crede.
    PROVINCIA DI BOLOGNA: al prossimo anno scolastico sono iscritti oltre 600 bambini in più.
    Sono assegnati 55 docenti in meno!
    E' troppo vago? Guardiamo al dettaglio la situazione nel nostro Circolo.
    SCUOLE MATERNE: sono tutte al limite. A Monteveglio non è stata concessa l'apertura di una nuova sezione (per risparmiare i docenti).
    Risultato: 20 famiglie rimarranno escluse.
    ELEMENTARI di CRESPELLANO e CALCARA: Escono 3 classi quinte a tempo pieno. Ne entrerebbero altrettante con richieste di tempo pieno. Occorrono 6 docenti. Ne sono stati assegnati 5.
    Risultato: 1 classe a tempo pieno, 2 classi a tempo modulo.
    ELEMENTARI di BAZZANO e MONTEVEGLIO: Escono 3 classi quinte a tempo pieno e 2 a tempo modulo. Entrerebbero 4 classi prime a tempo pieno e 1 a tempo modulo. Docenti necessari: 9. Assegnati: 7.
    Risultato: tutte le classi prime saranno a Modulo (oppure ci saranno accorpamenti di classi, che possono interessare tutti ....)
    INSEGNAMENTO DELLA LINGUA INGLESE: è garantito solo per le classi del secondo ciclo (3°- 4°- 5°) perchè su 3 insegnanti specialisti, ne sono stati assegnati 2. Così tutta l'esperienza del progetto "Lingua 2000" va a ramengo.
    SOSTEGNO: sono in atto misure restrittive per la certificazione dei bambini con problemi (così da riaparmiare sugli insegnanti) e si propone la non riconferma di 1/3 dei docenti di sostegno.
    Non è tutto. Ma è sufficiente per trarre le conseguenze.
    I genitori del Consiglio di Circolo di Bazzano


    Lettera al quotidiano "La Repubblica" pubblicata il 16 aprile 2003

    I genitori degli alunni dell'Istituto Comprensivo di Calderara di Reno, prendono atto di quanto riferito dai loro rappresentanti nel Consiglio di Istituto in merito alla formazione delle prime classi elementari 2003-2004. A fronte della richiesta avanzata dal dirigente Scolastico, di 6 classi prime di cui 4 a tempo pieno e 2 a tempo modulo, il CSA ha comunicato la dotazione organica attribuita all'Istituto Comprensivo di Calderara, sufficiente a coprire solo 5 classi di cui 3 a tempo pieno e 2 a modulo. Inoltre non avremo più a disposizione il Laboratorio Linguistico per l'alfabetizzazione dei bambini stranieri. Questa situazione determinerà la costituzione di 4 classi con 25 alunni e una classe con 26 alunni tra i quali due portatori di handicap, il passaggio di 19 bambini richiedenti il tempo pieno in una classe a modulo. In che modo accoglieremo i bambini delle oltre duecento famiglie che tra breve si stabiliranno nei nuovi insediamenti abitativi? In che modo accoglieremo i bambini stranieri (9% della popolazione scolastica)? Potranno mai essere inseriti in classi strapiene. In quale dimensionare per un massimo di 25 alunni? Che tipo di integrazione di intende offrire ai 2 bambini diversamente abili se inseriti in questo contesto? E' questa la scuola "su misura per tutti"? Siamo indignati come genitori, come cittadini e come contribuenti. Per quale motivo i tagli necessari "per risanare la nostra economia" si ripercuotono solo sulla scuola pubblica mentre per la scuola paritaria vi è stato un aumento del finanziamento e per pubblicizzare la riforma sono stati spesi 7 milioni di euro? Quale lungimiranza si dimostra nel risparmiare e nel tagliare sull'istruzione e sulla cultura! Rivendichiamo il nostro diritto ad avere per il prossimo anno scolastico: 5 classi di prima al capoluogo, di cui 3 a tempo pieno e 2 a modulo; una classe a tempo pieno alla frazione S. Vitale; il laboratorio linguistico; un numero adeguato di insegnanti si sostegno per i bambini portatori di handicap.


    Da il Resto Del Carlino del 17 aprile 2003

    Ci sarà un banco il prossimo anno scolastico per tutti i bambini in lista d'attesa alle materne di Casalecchio? Guardando le graduatorie delle sette scuole della città sono parecchi i genitori un po' pessimisti.
    Le liste d'attesa sono infatti ancora una volta lunghe: come l'estate scorsa in cui in molti sono partiti per le vacanze senza la certezza di trovare al ritorno un posto per i figli. Nonostante le due nuove sezioni aperte alla scuola 'Arcobaleno' della Meridiana, le richieste per un posto alla materna continuano infatti a superare il numero di banchi disponibili. Nel primo circolo, in 16 sono in lista d'attesa alle Vignoni, 5 invece aspettano un posto alle Don Milani.
    "Non so se riusciremo ad accogliere tutti - afferma il direttore didattico Umberto Pampolini -, circa otto posti infatti vanno a coloro che sono rimasti fuori a settembre, poi vedremo di trovare una soluzione per gli altri. In autunno però la situazione dovrebbe migliorare, quando sarà terminato l'ampliamento delle Vignoni che consentirà di accogliere 25 bambini in più". Liste ancora più lunghe si registrano invece per le scuole del secondo circolo: 21 sono i bambini in attesa alle Esperanto e 15 alle Caravaggio. All'Istituto comprensivo di Ceretolo invece la lista ne comprende 18. In 10 aspettano un posto alle Dozza, in 7 alla Meridiana e uno alle Rubini. Tra queste però, spiegano dalla direzione didattica, 6 sono domande che provengono da altri comuni e 4 riguardano bambini nati nel 2001 che non hanno ancora tre anni: quindi le richieste effettive sono 8.
    Alle lunghe liste che preoccupano i genitori, guarda invece con ottimismo l'assessore alle politiche scolastiche, Donatella Pappalardo. "Nessuno finora è mai rimasto fuori - sostiene -. Lo scorso settembre i nostri uffici non hanno infatti ricevuto alcuna telefonata di protesta, quindi ritengo che si sia trovata una soluzione per tutti. D'altra parte, per quanto riguarda le liste, il Comune ha fatto tutto quello che era di sua competenza. Stiamo ampliando la capacità ricettiva delle Vignoni e abbiamo fatto al Provveditorato la richiesta per due nuove sezioni".
    E buone possibilità secondo l'assessore si profilano anche per l'apertura di un'ulteriore sezione sempre alla Meridiana. "Finora siamo sempre stati ascoltati dal Provveditorato - aggiunge -. Bisogna considerare poi che le richieste si modificano e alla fine c'è sempre qualche ritiro. Alle situazioni gravi cerchiamo invece una soluzione: l'anno scorso infatti è stato accettato un bambino con una situazione familiare problematica, anche se la domanda era stata presentata fuori tempo".


    Da "Il resto del Carlino" del 18 aprile 2003

    Giù le mani dal tempo pieno»

    L'altra sera alle scuole elementari di Padulle ci sono andati i genitori dei bambini che la scuola l'inizieranno solo il prossimo anno.
    Con cartelli e striscioni disposti sugli scalini dell'ingresso hanno manifestato pacificamente tutta la loro delusione per la decisione del Provveditorato (ora Centro servizi amministrativi) bolognese di autorizzare una sola nuova classe di tempo pieno sulle tre nuove prime che il prossimo anno scolastico entreranno in funzione nei due plessi elementari del comune di Sala Bolognese.
    «E' una decisione molto grave per le nostre famiglie perché tutti noi lavoriamo e se i nostri figli sono a scuola solo il mattino non abbiamo nessuno che si occupi di loro», attacca Teresa Forgione, mamma di due bambini e impiegata in un'azienda della zona.
    «Abitiamo in un comune in forte espansione. Ogni anno il numero dei nati cresce e le liste d'attesa al nido e alla materna si allungano - aggiunge un'altra mamma -, poi quando si arriva alle elementari c'è solo il tempo normale. Questo vuol dire ancora una volta complicare la vita alle famiglie che vorrebbero fare dei figli. Come faremo?».
    Insomma la protesta è diretta al dirigente scolastico provinciale, ma non si salva neppure il Comune accusato di non predisporre servizi adeguati all'espansione edilizia in atto. Il vicesindaco e assessore all'istruzione Emanuele Bassi abbozza una difesa: «Lo scorso anno abbiamo ampliato l'asilo nido e la lista d'attesa non supera le venti unità che lungo l'anno vengono assorbite - spiega - e poi ci sono le convenzioni con le parrocchie. Riguardo alla decisione del Csa, noi abbiamo espresso la nostra contrarietà. Il dirigente scolastico aveva sentito tutti i genitori dei nuovi iscritti e solo sei famiglie su sessanta si erano dette eventualmente disponibili al modulo. Quindi avevamo chiesto almeno due tempi pieni. Ho però la speranza che non sia una decisione definitiva dal momento che non rispetta i criteri spiegati da Paolo Marcheselli».
    Mondo Formigoni, presidente del consiglio d'istituto, afferma che si tratta di un provvedimento che forse nasce da un equivoco: «A Bologna risulterebbe che a Sala è attivo un solo tempo pieno, mentre da noi sono almeno 25 anni che ce ne sono due - dice aprendo uno spiraglio di speranza per le almeno quaranta famiglie che sarebbero penalizzate -, secondo i criteri spiegati da Marcheselli almeno due prime dovrebbero quindi essere confermate».
    Tina Sandford tiene invece a sottolineare che non si tratterebbe solo di garantire ai genitori la custodia dei figli: «E' una questione di qualità del lavoro scolastico. Abbiamo una serie di progetti pomeridiani che arricchiscono l'offerta formativa con laboratori, lingue straniere, informatica, educazione ambientale...tutte cose che i nostri ragazzi perderebbero».

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